La radioterapia stereotassica
La radioterapia stereotassica concentra una dose alta di radiazioni su un bersaglio piccolo e ben definito. Usa molti fasci sottili che arrivano da direzioni diverse e si incrociano sul tumore: lì la dose è alta, mentre ogni fascio, da solo, attraversa il tessuto sano con una dose bassa. Così la dose scende molto in fretta appena fuori dal bersaglio.
Esistono due forme:
- la radiochirurgia stereotassica (SRS): tutta la dose in una sola seduta. Nonostante il nome, non è un intervento: non ci sono tagli;
- la radioterapia stereotassica frazionata (FSRT): la dose divisa in più sedute, di solito da tre a cinque, a volte di più. Si sceglie per i bersagli più grandi o vicini a strutture delicate, come il nervo ottico.
Le macchine
Si può fare con macchine diverse: il Gamma Knife®, che usa i raggi gamma di molte sorgenti di cobalto ed è dedicato alla testa; il CyberKnife®, un acceleratore lineare montato su un braccio robotico; e gli acceleratori lineari con sistemi dedicati. Il principio è lo stesso: la scelta dipende dal tumore e dal centro.
Quando si usa
- metastasi cerebrali: è l'uso più frequente. Le linee guida la preferiscono alla radioterapia di tutto il cervello quando le metastasi sono poche, per proteggere la memoria. Si può usare anche per più metastasi e dopo l'intervento, sulla cavità;
- meningiomi, soprattutto alla base del cranio;
- neurinomi (per esempio il neurinoma dell'acustico) e adenomi dell'ipofisi;
- piccoli tumori rimasti dopo l'intervento o recidivi, compresi alcuni gliomi.
In genere si usa per bersagli fino a circa 3 centimetri.
Se le metastasi sono molte, si può fare la radioterapia di tutto il cervello. Oggi si cerca di risparmiare l'ippocampo, la zona della memoria, e spesso si aggiunge un farmaco, la memantina, per proteggere le funzioni cognitive.
Come si svolge
Prima si fanno TAC e risonanza per il piano di cura. La testa va tenuta perfettamente ferma:
- di solito con una maschera in rete termoplastica, come nella radioterapia tradizionale;
- per alcune sedute di radiochirurgia, con un casco rigido (telaio stereotassico), fissato al cranio con quattro piccoli perni dopo un'anestesia locale. Fa impressione, ma in genere è più fastidioso che doloroso.
Una seduta dura da meno di un'ora a qualche ora, a seconda della macchina, del numero dei bersagli e della dose.
Effetti collaterali
Di solito sono pochi. Possono comparire stanchezza, mal di testa, nausea, perdita dei capelli nel punto trattato e, raramente, una crisi epilettica. Spesso dipendono dall'edema, e il medico può prescrivere il cortisone.
Mesi o anni dopo, in una piccola parte dei casi, il tessuto trattato può danneggiarsi (radionecrosi). Sulla risonanza può sembrare una ricrescita del tumore: per questo i controlli si valutano con attenzione. Si cura con il cortisone, con altri farmaci o, a volte, con l'intervento.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 16 ottobre 2026


