Alimentazione e prevenzione
Che cosa si mangia influisce sul rischio di ammalarsi di alcuni tumori, soprattutto quelli dell'apparato digerente. Le cause ereditarie spiegano solo una piccola parte dei tumori. Il resto dipende in buona misura da fattori legati all'ambiente e allo stile di vita: fumo, alcol, sovrappeso, sedentarietà, alimentazione, alcune infezioni.
Per i tumori cerebrali il quadro è diverso. Gli unici fattori di rischio accertati per i gliomi sono l'esposizione a radiazioni ionizzanti ad alte dosi e alcune rare sindromi ereditarie. Una buona alimentazione resta comunque importante, per la salute in generale e per prevenire le malattie croniche. Questa pagina parla di prevenzione, non di cura: nessun alimento sostituisce le terapie.
Il ruolo dell'alimentazione nella prevenzione
Richard Béliveau, biochimico dell'Università del Québec a Montréal, dove dirige la Cattedra di prevenzione e trattamento del cancro, è stato fra i primi a studiare in laboratorio gli effetti dei composti naturali degli alimenti sulle cellule tumorali. Il suo libro «L'alimentazione anti-cancro», scritto con Denis Gingras (in Italia Sperling & Kupfer, 2006), ha fatto conoscere questi studi al grande pubblico. Le sue idee sulla prevenzione si possono ricondurre a sei concetti.
1. Il cancro è una malattia cronica legata allo stile di vita. Le cause ereditarie spiegano meno del 15% dei tumori, e una parte importante si potrebbe prevenire cambiando abitudini: l'Organizzazione mondiale della sanità sostiene che evitando i fattori di rischio si potrebbe prevenire circa il 38% dei tumori.
2. I microtumori latenti. Quasi tutti abbiamo nei tessuti cellule che hanno già subito le prime trasformazioni tumorali, ma restano silenziose. Le lesioni possono restare dormienti per tutta la vita, oppure progredire se trovano un ambiente favorevole. La prevenzione, quindi, è un'azione di tutti i giorni, per mantenere nell'organismo un ambiente sfavorevole alla loro crescita.
3. I composti fitochimici. Frutta, verdura e bevande come il tè verde contengono migliaia di sostanze naturali, i composti fitochimici. Le famiglie principali sono tre: i polifenoli (flavonoidi, isoflavoni, catechine), i composti solforati di crucifere e aglio (isotiocianati, solfuri) e i terpeni (carotenoidi, monoterpeni). Con una dieta ricca di vegetali se ne assumono uno o due grammi al giorno, cioè fra 5.000 e 10.000 sostanze diverse.
4. L'attività anti-infiammatoria. Fra infiammazione cronica e sviluppo di alcuni tumori c'è uno stretto legame: un tessuto infiammato a lungo offre alle cellule tumorali un ambiente favorevole per crescere. Il gruppo di Béliveau ha mostrato che alcuni polifenoli ostacolano due processi stimolati da una molecola dell'infiammazione, l'interleuchina 6: la formazione di nuovi vasi e l'invasione dei tessuti da parte delle cellule tumorali.
5. Una «azione preventiva» quotidiana. In laboratorio queste sostanze agiscono sui microtumori in più modi:
- inducono la morte delle cellule tumorali;
- ostacolano la formazione dei nuovi vasi sanguigni che servono al tumore per crescere, cioè l'angiogenesi;
- modulano la risposta del sistema immunitario;
- aiutano l'organismo a neutralizzare ed eliminare le sostanze cancerogene;
- contrastano l'infiammazione cronica (vedi il punto 4).
6. Varietà e sinergia. Nessun alimento contiene da solo tutte le sostanze utili, e ciascuna agisce su processi diversi. Per esempio:
- crucifere e aglio aiutano a eliminare i cancerogeni;
- tè verde, frutti di bosco e soia ostacolano l'angiogenesi;
- il resveratrolo dell'uva agisce su più fasi dello sviluppo tumorale;
- la genisteina della soia blocca alcune proteine coinvolte nella crescita incontrollata delle cellule.
Nel sangue queste sostanze arrivano in quantità molto piccole, e alcune si potenziano a vicenda: la piperina del pepe nero, per esempio, moltiplica l'assorbimento della curcumina. Per questo conta la varietà, ogni giorno, più del singolo alimento. Per Béliveau una dieta ricca di questi alimenti è una delle armi migliori oggi a disposizione per la prevenzione.
Tutto questo vale per gli alimenti, non per gli estratti concentrati o gli integratori: alcuni, come quelli di curcuma o di tè verde, sono stati associati a danni al fegato (vedi Sale e spezie).

Il rapporto WCRF 2025
Il rapporto più recente del World Cancer Research Fund, «Dietary and lifestyle patterns for cancer prevention» (2025), va nella stessa direzione della varietà. Ha esaminato 170 pubblicazioni sui tumori del seno e del colon-retto, e conclude che conta il modello alimentare e di vita nel suo insieme più dei singoli alimenti. Aggiunge due indicazioni specifiche:
- per il tumore del colon-retto: evitare le carni lavorate e includere nella dieta alimenti ricchi di calcio, come i latticini, e il caffè;
- per il tumore del seno: evitare l'alcol, perché qualsiasi quantità ne aumenta il rischio.
Una dieta varia, non una dieta di divieti
In rete si trovano diete «anticancro» con lunghi elenchi di alimenti vietati, come cereali, latte e latticini o molti tipi di frutta. Non ci sono prove che funzionino, e non fanno parte nemmeno del modello di Béliveau, che punta ad aggiungere vegetali, non a togliere cibi.
Le indicazioni condivise sono quelle della tradizione mediterranea:
- verdura e frutta ogni giorno, di colori diversi, in quantità abbondante;
- cereali integrali e legumi come base dei pasti;
- pesce, carni bianche, uova e legumi come fonti di proteine;
- olio extravergine d'oliva come condimento principale;
- frutta secca in piccole quantità;
- erbe aromatiche e spezie per insaporire;
- poca carne rossa, poche carni lavorate, pochi dolci e poche bevande zuccherate;
- meglio niente alcol.
Nella scheda Frutta, verdura e alimenti vegetali trovi che cosa sappiamo dei singoli alimenti. Per chi è in terapia la priorità è mantenere il peso e la forza: le indicazioni sono nella scheda Alimentazione durante le cure.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 1 ottobre 2026


