Coinvolgere famiglia e amici
Una delle prime cose che un amico ti dirà, saputa la diagnosi, è: «Che cosa posso fare per aiutarti?». E tu sarai tentato di rispondere: «Niente, grazie, ce la caviamo». È comprensibile. Ma durante le cure o dopo un intervento una mano fa comodo. E lasciarsi aiutare fa sentire gli altri parte della tua vita.
Pensa a che cosa ti serve, e chiedilo
Chiedi a un amico di stare con i bambini mentre sei dal medico; a un altro di portare fuori il cane, fare la spesa o qualche lavoro in casa. Se hai solo bisogno di compagnia per una cena e due chiacchiere, chiedi anche questo. La maggior parte delle persone vuole rendersi utile e aspetta solo che tu lo chieda.
Non appoggiarti a una sola persona
Chiedi aiuto a persone diverse, secondo quello che sanno fare. Chi è preciso può aiutarti con bollette e pratiche; chi è in pensione ed ha più tempo può accompagnarti alle visite. Se le offerte sono tante, affida a un amico il compito di coordinare: tiene la lista di chi si è offerto e distribuisce le cose da fare. Una chat di gruppo o un calendario condiviso possono semplificare molto.
Fatti accompagnare alle visite
Soprattutto all'inizio è difficile ricordare tutto quello che dice il medico. Un accompagnatore può prendere appunti, ricordarti le domande che volevi fare e, dopo, aiutarti a capire che cosa è stato detto. Ed è un sostegno importante anche solo per la sua presenza.
Mantieni la vita normale, per quanto puoi
I bambini hanno bisogno di abitudini, e anche per gli adulti la routine è un punto fermo. Incoraggia la famiglia a continuare a vedere gli amici, fare sport, andare al cinema, senza sentirsi in colpa. E unisciti a loro quando puoi prenderti una «vacanza» dalla malattia.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 1 ottobre 2026


