Risonanza, TAC e altri esami per immagini
Gli esami per immagini mostrano il tumore, dove si trova, quanto è grande e come cambia nel tempo. Il più importante è la risonanza magnetica con mezzo di contrasto.
La risonanza magnetica (RM)
La risonanza usa un campo magnetico e onde radio, non radiazioni: si può ripetere tutte le volte che serve. Ti stendi su un lettino che entra in un tubo; l'esame dura di solito 30–45 minuti, è rumoroso (ti daranno cuffie o tappi) e bisogna restare fermi.
Durante l'esame si acquisiscono diverse serie di immagini, chiamate sequenze, ognuna delle quali mostra un aspetto diverso:
- T1 con mezzo di contrasto: mostra le parti del tumore dove la barriera che protegge il cervello è danneggiata («captazione» o «enhancement»);
- T2 e FLAIR: mostrano l'edema intorno al tumore e i tumori che non prendono il contrasto, come molti gliomi di basso grado;
- diffusione (DWI): aiuta a distinguere un tumore da un ascesso o da un'ischemia e a riconoscere alcune lesioni, come la cisti epidermoide o il linfoma;
- perfusione: misura quanto sangue arriva al tumore; è utile per stimare l'aggressività e, dopo le cure, per distinguere il tumore dagli effetti della radioterapia;
- spettroscopia: misura alcune sostanze chimiche nel tessuto; si usa in casi selezionati.
Prima dell'intervento si possono fare anche:
- la risonanza funzionale, che mostra le aree del cervello che controllano il movimento o il linguaggio, mentre la persona muove una mano o pronuncia parole;
- la trattografia (DTI), che mostra i fasci di fibre nervose che collegano le aree del cervello.
Servono al neurochirurgo per decidere dove togliere più tumore possibile senza danneggiare le funzioni importanti.
Il mezzo di contrasto
Il mezzo di contrasto della risonanza è a base di gadolinio e si inietta in una vena del braccio durante l'esame. In generale è ben tollerato.
- Prima dell'esame ti chiederanno la creatinina, un esame del sangue che misura come funzionano i reni.
- Le reazioni allergiche sono rare: se in passato ne hai avute, dillo al medico, che può prescrivere una preparazione.
Se hai paura del tubo o un pacemaker
- Claustrofobia: dillo quando prenoti. Si può fare un leggero sedativo; esistono anche apparecchi «aperti», che però danno immagini meno precise e di solito non bastano per i controlli dei tumori cerebrali.
- Pacemaker, defibrillatori, protesi, clip metalliche: vanno sempre dichiarati. Molti dispositivi recenti sono compatibili con la risonanza, ma va verificato prima.
- I bambini piccoli spesso fanno la risonanza in sedazione.
La TAC
La TAC (tomografia computerizzata) usa i raggi X ed è veloce. Si fa soprattutto in urgenza, al pronto soccorso, per vedere subito un'emorragia, un edema o un idrocefalo; serve anche quando la risonanza non si può fare, e mostra bene le ossa e le calcificazioni. Per studiare un tumore cerebrale è meno precisa della risonanza.
La PET
La PET (tomografia a emissione di positroni) mostra come funzionano i tessuti, dopo l'iniezione di una sostanza leggermente radioattiva.
- Per i tumori cerebrali si usa soprattutto la PET con aminoacidi (per esempio la FET): aiuta a distinguere un tumore che cresce dagli effetti della radioterapia (la pseudoprogressione, un'infiammazione del tessuto nei mesi dopo le cure, e la radionecrosi, un danno del tessuto sano: alla risonanza possono sembrare tumore), a scegliere il punto migliore per la biopsia e a definire i confini del tumore.
- La PET con glucosio (FDG), quella usata per molti altri tumori, è meno utile nel cervello, perché il cervello sano consuma molto glucosio; si usa per il linfoma e per cercare il tumore di origine delle metastasi.
La PET con aminoacidi non è disponibile in tutti gli ospedali: se il medico la ritiene utile, ti indirizzerà a un centro che la fa.
L'angiografia
L'angiografia mostra i vasi sanguigni del cervello. Si fa con un catetere dall'arteria della gamba o del polso, oppure con la risonanza (angio-RM) o la TAC (angio-TC). Serve per le malformazioni dei vasi e, a volte, prima di operare tumori molto ricchi di vasi.
Leggere il referto
- Captazione di contrasto (o «enhancement»): la parte del tumore che si colora con il contrasto.
- Edema perilesionale: il gonfiore intorno al tumore.
- Effetto massa, shift della linea mediana: il tumore, con l'edema, spinge e sposta le strutture vicine.
- Necrosi: una zona di tessuto morto al centro del tumore, tipica dei tumori più aggressivi.
- Iperintensità T2/FLAIR: zone chiare nelle sequenze T2 e FLAIR, che possono essere edema o tumore.
- Restrizione della diffusione, aumento della perfusione (rCBV): segni che il neuroradiologo valuta per stimare il tipo di lesione e la sua aggressività.
La risonanza fa pensare a un tipo di tumore, ma la diagnosi certa arriva quasi sempre dall'esame del tessuto: leggi La biopsia. Come si leggono le risonanze dopo le cure è spiegato in Le risonanze di controllo.
Per approfondire puoi leggere le nostre guide sui tumori cerebrali.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 21 ottobre 2026


