Adenoma ipofisario
L'adenoma ipofisario è un tumore dell'ipofisi, la piccola ghiandola alla base del cervello che regola le altre ghiandole del corpo (tiroide, surreni, ovaie, testicoli) e la crescita. È quasi sempre benigno e cresce lentamente. Dopo il meningioma è il tumore più frequente all'interno del cranio; colpisce soprattutto gli adulti e spesso viene scoperto per caso, con una risonanza fatta per altri motivi.
Nei referti si trova sempre più spesso il nome PitNET (pituitary neuroendocrine tumour, tumore neuroendocrino dell'ipofisi): è il nome usato dalla classificazione dell'OMS del 2022 e indica lo stesso tumore.
I tipi
- Secernenti (o funzionanti): producono troppo ormone. I più frequenti sono il prolattinoma (prolattina), quello che produce ormone della crescita (acromegalia) e quello che produce ACTH (malattia di Cushing).
- Non secernenti (non funzionanti): non producono ormoni in eccesso, ma crescendo comprimono l'ipofisi sana e i nervi della vista.
- Secondo la grandezza si parla di microadenoma (meno di 1 cm) e macroadenoma (1 cm o più).
Dove si trova
L'ipofisi si trova nella sella turcica, una piccola cavità dell'osso alla base del cranio, subito sotto l'incrocio dei nervi ottici (il chiasma). Per questo un adenoma grande può dare disturbi della vista.
I sintomi
Da ormone in eccesso:
- prolattinoma: nelle donne ciclo irregolare o assente, secrezione di latte dal seno, difficoltà a restare incinta; negli uomini calo del desiderio e dell'erezione;
- ormone della crescita: mani e piedi che si ingrandiscono, cambiamenti del viso, sudorazione, dolori alle articolazioni (acromegalia);
- ACTH: aumento di peso sul tronco e sul viso, pressione alta, diabete, smagliature (malattia di Cushing).
Da compressione (soprattutto nei macroadenomi non secernenti):
- disturbi della vista, tipicamente la perdita della visione laterale da entrambi i lati;
- mal di testa;
- ormoni in difetto: stanchezza, freddo, calo del desiderio, ciclo che si ferma.
Raramente l'adenoma sanguina all'improvviso (apoplessia ipofisaria): mal di testa fortissimo e improvviso, vista che cala, visione doppia. È un'emergenza: chiama il 112.
La diagnosi
- Risonanza magnetica della regione ipofisaria con mezzo di contrasto;
- esami degli ormoni nel sangue e a volte nelle urine, per capire se l'adenoma è secernente e se l'ipofisi funziona;
- visita oculistica con il campo visivo.
Leggere il referto
- Microadenoma o macroadenoma, con le misure.
- Estensione: verso il chiasma ottico (sovrasellare) o di lato, verso i seni cavernosi dove passano i nervi degli occhi e la carotide.
- Dopo l'intervento, il referto dell'anatomopatologo indica il tipo di cellula da cui nasce il tumore (per esempio lattotropo, somatotropo, corticotropo, gonadotropo) e a volte l'indice di proliferazione Ki-67.
Le terapie
Le decide un gruppo che comprende l'endocrinologo, il neurochirurgo e il radioterapista.
- Farmaci per il prolattinoma. Il prolattinoma si cura di solito con i farmaci, non con l'intervento: la cabergolina riduce la prolattina e spesso anche il tumore. La chirurgia è un'alternativa per alcuni prolattinomi piccoli e ben delimitati.
- Chirurgia dal naso. Per gli altri adenomi che danno disturbi, l'intervento si fa quasi sempre per via transnasale (transsfenoidale), con l'endoscopio, senza aprire il cranio. → La chirurgia
- Farmaci per l'acromegalia e il Cushing, quando l'intervento non basta.
- Radioterapia o radiochirurgia per ciò che resta o si ripresenta dopo l'intervento. → La radioterapia stereotassica
- Osservazione: i piccoli adenomi non secernenti scoperti per caso spesso si controllano soltanto, con risonanze ed esami degli ormoni.
- Ormoni sostitutivi, se l'ipofisi non funziona più.
Molto raramente un tumore dell'ipofisi è aggressivo o dà metastasi (un tempo chiamato carcinoma ipofisario): in questi casi si usa anche la chemioterapia con temozolomide.
Leggi anche la scheda Craniofaringioma, l'altro tumore frequente in questa zona.
Per approfondire puoi leggere le nostre guide sui tumori cerebrali.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 20 ottobre 2026


