Decidere le proprie cure
Pensare che un giorno potresti non essere in grado di dire che cosa vuoi è difficile. Ma decidere oggi come vorresti essere curato ti protegge, e toglie ai tuoi familiari il peso di dover scegliere al posto tuo senza sapere che cosa avresti voluto.
Per chi ha un tumore cerebrale questo conta più che per altri. La malattia può togliere, a volte gradualmente, la capacità di capire e di comunicare. Per questo le linee guida europee di neuro-oncologia (EANO) raccomandano di parlarne presto, quando si è ancora in grado di farlo con serenità.
La legge 22 dicembre 2017, n. 219 offre tre strumenti.
La pianificazione condivisa delle cure
È il più adatto a chi ha già una malattia che può peggiorare. La pianificazione condivisa delle cure (articolo 5 della legge) si fa insieme al medico che ti segue:
- il medico ti spiega come può evolvere la malattia, che qualità di vita è prevedibile e quali scelte ci saranno, comprese le cure palliative;
- tu dici che cosa accetti e che cosa no, e se vuoi indichi un fiduciario, cioè la persona che parlerà con i medici per te;
- tutto viene scritto, oppure videoregistrato, e inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico;
- si può aggiornare quando le cose cambiano.
Se un giorno non potrai più esprimerti, medici ed équipe sono tenuti a rispettarla.
Puoi proporla tu: chiedi al neuro-oncologo o al medico di famiglia un colloquio dedicato.
Le DAT, o «testamento biologico»
Le disposizioni anticipate di trattamento (articolo 4) le può scrivere chiunque sia maggiorenne e in grado di intendere e di volere, anche se sta bene. Servono a dire quali trattamenti accetteresti o rifiuteresti se un giorno non potessi più decidere.
- Come si scrivono: su un foglio firmato oppure su un modulo. La Fondazione Veronesi offre un modulo con le istruzioni.
- Dove si consegnano: all'ufficio di stato civile del tuo Comune, a un notaio, o nelle strutture sanitarie della tua regione che le raccolgono. Prima di andare in Comune, informati sulla procedura: alcuni hanno moduli e sportelli propri.
- Quanto costano: sono esenti da imposte e tasse. Il notaio può chiedere un compenso.
- Dove vengono registrate: nella Banca dati nazionale delle DAT del Ministero della Salute, attiva dal 2020, che i medici possono consultare.
Anche nelle DAT puoi indicare un fiduciario.
L'amministratore di sostegno
Se una persona non riesce più a curare i propri interessi, il giudice tutelare può nominare un amministratore di sostegno (legge 6/2004), che la affianca o la rappresenta negli atti che servono, anche per le decisioni sanitarie. Lo possono chiedere un familiare, i servizi sociali o la persona stessa.
Puoi indicare tu stesso, in anticipo, chi vorresti come amministratore di sostegno, con un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. Il giudice ne terrà conto.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 2 ottobre 2026


