Le altre tutele del caregiver che lavora
Il rifiuto del lavoro notturno
Il lavoratore che ha a proprio carico una persona con disabilità può rifiutare il lavoro notturno. Con l'ordinanza n. 20229 del 16 giugno 2026 la Corte di cassazione ha ampliato questa tutela: non è più necessario che il familiare abbia il riconoscimento della gravità previsto dall'articolo 3, comma 3, perché è sufficiente il riconoscimento della disabilità ai sensi del comma 1.
- Non basta invece la sola invalidità civile: occorre un verbale rilasciato in base alla legge 104.
- «A proprio carico» indica l'esistenza di un'effettiva relazione di cura e assistenza: non è richiesto che il familiare sia fiscalmente a carico, né che l'assistenza sia permanente e continuativa.
- Il diritto si esercita comunicando per iscritto al datore di lavoro il proprio dissenso almeno 24 ore prima dell'inizio della prestazione notturna. In presenza dei requisiti, le esigenze organizzative dell'azienda non prevalgono.
- La decisione riguarda specificamente il lavoro notturno e non riconosce un esonero generale dai turni di reperibilità.
Sede di lavoro e trasferimenti
Il familiare che assiste una persona con handicap grave ha diritto di essere trasferito alla sede più vicina al domicilio della persona assistita e non può essere trasferito ad altra sede senza il proprio consenso (articolo 33 della legge 104).
Priorità nel lavoro agile
Ai sensi dell'articolo 18 della legge 81/2017, come modificato dal D.Lgs. 105/2022, le richieste di smart working dei caregiver devono essere esaminate con priorità rispetto a quelle degli altri dipendenti.
Divieto di discriminazione
È vietato discriminare, licenziare o demansionare un lavoratore per il solo fatto di aver chiesto o utilizzato permessi, congedi o lavoro agile per motivi di cura. È la tutela contro la cosiddetta «discriminazione per associazione»: colpisce chi assiste, non chi è malato, ed è pienamente riconosciuta.
Part-time
I familiari di una persona con patologia oncologica hanno priorità rispetto agli altri lavoratori nella richiesta di passaggio dal tempo pieno al tempo parziale per prendersi cura del congiunto.
Aggiornato al 21 settembre 2026


