Alimentazione durante le cure
Durante le cure di un tumore cerebrale il problema non è trovare «i cibi giusti», ma mangiare in modo adeguato alla fase che si sta vivendo. Nei tumori cerebrali la malnutrizione è meno frequente che in altri tumori, ma può comparire con la nausea, le difficoltà a deglutire o la stanchezza. All'opposto, il cortisone fa spesso aumentare fame e peso. In tutti e due i casi l'obiettivo è lo stesso: mantenere la forza muscolare e le energie per affrontare le terapie e recuperare più in fretta.
Tieni d'occhio il peso
Pesati una volta alla settimana, alla stessa ora e con gli stessi vestiti. Un calo di peso non voluto, anche di pochi chili in un paio di mesi, va segnalato all'oncologo: può essere il segno di una malnutrizione, che si previene meglio se si interviene presto. Chiedi se nel tuo centro è possibile una valutazione nutrizionale con un medico nutrizionista o un dietista.
Quando chiedere un dietista
Chiedi al tuo centro una visita con un dietista o un medico nutrizionista se:
- perdi peso senza volerlo;
- hai difficoltà a deglutire;
- la nausea o la mancanza di appetito durano da giorni;
- bevi poco e ti senti disidratato;
- con il cortisone aumenti molto di peso o la glicemia sale.
Il cortisone
Il desametasone e gli altri cortisonici sono molto usati nei tumori cerebrali per ridurre l'edema intorno al tumore. Fra gli effetti più comuni:
- fame aumentata e aumento di peso, soprattutto sul viso e sull'addome;
- glicemia alta, anche in chi non ha mai avuto il diabete;
- debolezza muscolare, soprattutto alle gambe;
- bruciore di stomaco e sonno disturbato.
In questi periodi aiutano i pasti regolari, poveri di zuccheri semplici e di bevande zuccherate e ricchi di verdura, legumi e proteine. Se il medico ti prescrive controlli della glicemia, segui le sue indicazioni. Trovi di più nella scheda Peso, zuccheri e glicemia.
Se il cortisone viene preso per molti mesi, può indebolire le ossa. Chiedi al medico se servono esami o integratori di calcio e vitamina D, e porta a tavola latte, yogurt e formaggi, che il più recente rapporto del World Cancer Research Fund raccomanda comunque.
Gli effetti delle cure a tavola
- Nausea: pasti piccoli e frequenti; cibi asciutti (crackers, fette biscottate) appena svegli; cibi tiepidi o a temperatura ambiente, che hanno meno odore; lo zenzero può aiutare. Se la nausea dura, parlane con il medico: ci sono farmaci efficaci.
- Poco appetito: mangia quando hai più fame, anche se non è l'ora dei pasti; sei-otto piccoli pasti invece di tre grandi; arricchisci i piatti con olio d'oliva, frutta secca tritata, semi, formaggio grattugiato.
- Stitichezza: frequente con alcuni farmaci contro la nausea e con gli antidolorifici. Aiutano cereali integrali, legumi, frutta e verdura, introdotti gradualmente, e molta acqua. Se dura più di qualche giorno, parlane con il medico.
- Gusto alterato: insaporisci con erbe, spezie, limone o aceto; se la carne ha un sapore metallico, prova pesce, uova, legumi o formaggi.
- Bocca secca: sorsi d'acqua frequenti, cibi morbidi e con sugo, collutori senza alcol.
Altri consigli sono nella scheda Nausea, gusto, appetito della sezione Terapie.
Difficoltà a deglutire
Alcuni tumori e alcuni interventi rendono difficile deglutire. I segnali da non trascurare sono tosse durante i pasti, voce «gorgogliante» dopo aver bevuto o mangiato, e cibo che resta in bocca. In questi casi serve la valutazione di un logopedista, che indica le consistenze sicure e gli esercizi adatti. Non improvvisare: il rischio è che il cibo vada nelle vie respiratorie.
Quando le difese sono basse
Alcune chemioterapie, fra cui la temozolomide, possono abbassare i globuli bianchi e quindi le difese contro le infezioni. In questi periodi, se il medico te lo indica, evita gli alimenti che più facilmente portano batteri:
- latte e formaggi non pastorizzati, formaggi molli o erborinati (brie, camembert, gorgonzola);
- uova crude o poco cotte, carne e pesce crudi o poco cotti (compresi sushi, carpaccio, tartare);
- frutti di mare crudi;
- germogli crudi;
- paté freschi.
Lava bene frutta e verdura, conserva gli avanzi in frigorifero e consumali entro un giorno.
Integratori e prodotti «naturali»
Prima di prendere qualsiasi integratore, vitamina o prodotto di erboristeria, parlane con l'oncologo. Alcuni possono interferire con le terapie:
- gli antiossidanti ad alte dosi potrebbero ridurre l'efficacia di radioterapia e chemioterapia;
- l'iperico riduce l'effetto di molti farmaci, compresi alcuni antiepilettici;
- il succo di pompelmo altera l'assorbimento di diversi farmaci;
- gli estratti concentrati di curcuma o di tè verde sono stati associati a danni al fegato.
Diverso è il caso degli integratori prescritti dal medico per una carenza accertata o per la malnutrizione: in quel caso servono.
La dieta chetogenica
La dieta chetogenica, con pochissimi carboidrati e molti grassi, è studiata da anni nel glioblastoma, e interessa a molti pazienti. In laboratorio, soprattutto insieme alla radioterapia, ha dato risultati promettenti. Negli studi sulle persone, finora piccoli e quasi sempre senza un gruppo di confronto, alcuni pazienti hanno riferito meno stanchezza e un umore migliore, altri nessun beneficio, e qualcuno ha dovuto interromperla. Non è dimostrato che rallenti il tumore o allunghi la sopravvivenza. Sono in corso nuove sperimentazioni.
È una dieta impegnativa, che può far perdere peso proprio quando servono più calorie e proteine: non va fatta da soli. Se ti interessa, parlane con il neuro-oncologo, anche per sapere se ci sono studi clinici a cui partecipare.
I tuoi diritti
La «Carta dei diritti del paziente oncologico all'appropriato e tempestivo supporto nutrizionale», promossa da AIOM, SINPE e FAVO, stabilisce fra l'altro il diritto a una valutazione dello stato nutrizionale fin dalla diagnosi e a un supporto nutrizionale adeguato, se serve.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 1 ottobre 2026


