La riabilitazione
L'intervento, la radioterapia o il tumore stesso possono lasciare difficoltà nel camminare, nell'usare una mano, nel parlare, nel deglutire, nel ricordare o nel concentrarsi. La riabilitazione serve a recuperare quello che si può, e a imparare nuovi modi di fare ciò che non torna come prima.
Vale anche per chi ha un tumore maligno o è ancora in terapia: le linee guida della European Association of Neuro-Oncology (EANO) indicano l'esercizio fisico e la riabilitazione, anche cognitiva, tra gli interventi utili per alcuni sintomi. Chiedi fin dalle dimissioni dall'ospedale.
Le forme di riabilitazione
Fisioterapia. Il fisioterapista valuta forza, equilibrio e coordinazione e ti propone esercizi per recuperarli. Se un problema non passa, ti insegna a compensarlo, per esempio camminando con un bastone o un tutore, e ti lascia esercizi da fare a casa per mantenere i progressi.
Logopedia. Serve quando il tumore ha colpito le aree del linguaggio o della deglutizione. I disturbi del linguaggio si chiamano afasia: può riguardare la capacità di esprimersi, quella di capire gli altri, o entrambe. Il logopedista parte da compiti semplici, come dare il nome a un oggetto, e passa poi a esercizi più difficili. Per la deglutizione insegna posizioni ed esercizi che rendono più sicuro mangiare e bere.
Terapia occupazionale. Aiuta a ritrovare autonomia nelle attività di tutti i giorni: lavarsi, vestirsi, mangiare, spostarsi dal letto alla sedia, ma anche cucinare, gestire i soldi, usare il telefono o il computer. Il terapista ti insegna strategie e ti consiglia gli ausili utili.
Riabilitazione cognitiva. Memoria, attenzione, capacità di organizzarsi possono peggiorare per il tumore o per le cure. Il neuropsicologo fa una valutazione con test specifici e propone esercizi e strategie pratiche: agende, promemoria, routine. Ne parliamo anche nella scheda Deficit cognitivi e di memoria.
Come si ottiene dal Servizio sanitario nazionale
La riabilitazione è compresa nei livelli essenziali di assistenza: è gratuita, salvo l'eventuale ticket per le prestazioni ambulatoriali, da cui l'esenzione 048 ti esonera. Si può svolgere in luoghi diversi, secondo il bisogno:
- in ospedale, subito dopo l'intervento: il fisiatra valuta che cosa serve e può proporre il trasferimento in un reparto di riabilitazione;
- in ambulatorio, nella ASL o in un centro convenzionato;
- a casa, quando spostarsi è troppo faticoso: si chiede tramite il medico di famiglia, all'interno delle cure domiciliari (vedi L'assistenza a casa).
Il percorso si basa su un progetto riabilitativo individuale, con obiettivi precisi. Alla fine i risultati vengono rivalutati. Chiedi al neuro-oncologo o al medico di famiglia la visita del fisiatra: è lui che prescrive il programma.
Gli ausili che servono (carrozzina, deambulatore, ausili per la comunicazione) sono forniti dal Servizio sanitario nazionale a chi ha un'invalidità riconosciuta: vedi Fornitura gratuita di ausili.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 2 ottobre 2026


