Barriere architettoniche: contributi e detrazioni
Per rendere accessibile la casa esistono due strade: le detrazioni fiscali e il contributo a fondo perduto della legge 13/1989, che si chiede al Comune. Si possono usare insieme, ma non sulla stessa spesa: la detrazione si calcola sulla parte non coperta dal contributo.
Le detrazioni fiscali nel 2026
La detrazione del 75% prevista dall'articolo 119-ter del D.L. 34/2020 è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata. Per le spese sostenute nel 2026 valgono le detrazioni ordinarie per il recupero edilizio:
- 50% sugli interventi nell'abitazione principale, 36% sugli altri immobili;
- limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, recuperabile in dieci quote annuali;
- non sono più disponibili lo sconto in fattura e la cessione del credito;
- pagamento con bonifico parlante, con la norma di riferimento, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell'impresa.
Gli interventi devono rispettare i requisiti tecnici del D.M. 236/1989: ascensori, servoscala, rampe, adeguamento dei servizi igienici, allargamento delle porte, domotica.
Il contributo della legge 13/1989
Possono chiederlo la persona con una disabilità permanente, motoria o visiva, chi la ha a carico e il condominio in cui abita. I lavori devono riguardare l'abitazione in cui la persona ha la residenza abituale.
A chi si chiede. Al Comune in cui si trova l'immobile, entro il 1° marzo di ogni anno. Le domande presentate dopo quella data non vengono respinte, ma passano all'anno successivo.
Quando. Prima di iniziare i lavori: le fatture devono avere una data successiva a quella della domanda.
Come. Ogni Comune ha il proprio modulo e il proprio ufficio, di solito i servizi sociali o l'edilizia privata: basta cercare «contributi legge 13» sul sito del proprio Comune. In genere si allegano un certificato medico che attesti la disabilità, una dichiarazione sull'immobile e sui lavori da fare, e il preventivo di spesa.
Quanto. Il contributo copre per intero i primi 2.582,28 euro di spesa; si aggiungono il 25% della parte compresa fra 2.582,28 e 12.911,42 euro e il 5% della parte compresa fra 12.911,42 e 51.645,69 euro. Le Regioni possono fissare soglie più alte.
Quanto si aspetta. Il Comune raccoglie le domande e comunica il fabbisogno alla Regione, che lo trasmette al Ministero delle Infrastrutture. Il contributo si paga solo quando i fondi arrivano, e il fondo nazionale è finanziato in modo discontinuo: alcune Regioni aggiungono risorse proprie. Fra la domanda e il pagamento può passare anche molto tempo.
A Roma
A Roma la domanda si presenta solo online, sulla piattaforma S.I.L. 13/89 del Comune. Serve il certificato di invalidità rilasciato dalla commissione medica, e ha la precedenza in graduatoria chi ha l'invalidità totale con difficoltà di deambulazione o la cecità assoluta. Le soglie del Lazio sono più alte di quelle nazionali: il contributo copre per intero i primi 4.000 euro di spesa e arriva al massimo a 9.500 euro. Informazioni:
Aggiornato al 24 settembre 2026


