Le cure palliative
Le cure palliative servono a controllare i sintomi della malattia e gli effetti delle terapie, e a sostenere la persona malata e la sua famiglia. Non curano il tumore: curano la persona, per farla stare meglio possibile.
Le offre un'équipe di più professionisti: medico palliativista, infermiere, psicologo, assistente sociale, fisioterapista, spesso con l'aiuto di volontari.
Non sono solo per la fase finale
È l'equivoco più diffuso. Le cure palliative si possono ricevere in qualsiasi momento della malattia, anche mentre si fanno chemioterapia o radioterapia, per esempio per il mal di testa, le crisi epilettiche, la stanchezza o l'ansia. Non bisogna scegliere tra le terapie e le cure palliative.
Nei tumori cerebrali conviene cominciare presto. Le linee guida della European Association of Neuro-Oncology (EANO) lo raccomandano, perché la malattia può togliere col tempo la capacità di comunicare e di decidere: è meglio conoscere l'équipe e fare insieme i programmi quando si è ancora in grado di farlo. Vedi anche Decidere le proprie cure.
Le cure di fine vita sono la parte delle cure palliative che riguarda le ultime settimane o gli ultimi giorni: l'obiettivo è che la persona non soffra, sia a suo agio, e se possibile nel luogo che ha scelto.
Che cosa garantisce la legge
- La legge 15 marzo 2010, n. 38 tutela il diritto di ogni cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.
- I livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017) le comprendono a casa, in hospice e in ospedale, a totale carico del Servizio sanitario nazionale: non si paga nulla.
- Il decreto ministeriale 23 maggio 2022, n. 77 (DM 77), che ha riformato l'assistenza sul territorio, organizza in ogni ASL le cure palliative in una rete locale che segue la persona e la sua famiglia nei diversi luoghi di cura, e stabilisce che le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia.
- La legge di bilancio 2023 (legge 197/2022) impegna le Regioni a raggiungere entro il 2028 il 90% delle persone che ne hanno bisogno.
Nella pratica, la disponibilità cambia ancora molto da una regione all'altra. Se il servizio tarda, chiedi alla ASL i tempi e chi è il responsabile della rete di cure palliative.
Dove si ricevono
La rete prevista dal DM 77 comprende quattro luoghi:
- in ospedale, con la consulenza del palliativista durante un ricovero;
- in ambulatorio, per chi riesce ancora a spostarsi;
- a casa, con le cure palliative domiciliari. Ci sono due livelli: quello di base, coordinato dal medico di famiglia, e quello specialistico, con un'équipe dedicata e la reperibilità medica e infermieristica 24 ore su 24;
- in hospice: vedi L'hospice.
Come si chiedono
Puoi chiederle al neuro-oncologo, al medico di famiglia o al reparto in cui sei ricoverato. In molte ASL esiste un servizio o un'unità di cure palliative a cui rivolgersi direttamente. Per trovare gli hospice e i servizi domiciliari della tua zona puoi consultare la mappa della Federazione Cure Palliative.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarsi e non sostituiscono il parere del medico. Per domande su sintomi, esami o terapie rivolgiti allo specialista che ti segue.
Aggiornato al 2 ottobre 2026


