Diritti del malato

Le necessità di cura e assistenza del malato di tumore cerebrale non si esauriscono con i trattamenti terapeutici di vitale importanza. La condizione di fragilità determinata dalla malattia comporta particolari esigenze di tipo sociale ed economico ed è per questo che l’ordinamento prevede tutele giuridiche e benefici economici che consentono al malato e alla sua famiglia di continuare a vivere dignitosamente, nonostante la malattia e le terapie.

Il malato ha il diritto di ricevere informazioni precise, chiare e comprensibili sul proprio stato di salute, il tipo di malattia diagnosticata, gli accertamenti ed esami richiesti; le opzioni terapeutiche con relativi pro e contro; gli effetti collaterali della malattia e dei trattamenti e indicazioni sul modo in cui affrontarli.

E inoltre è importante che il malato ed i suoi familiari sappiano come ottenere il sostegno socio-assistenziale, per l'accesso alle cure, per le prestazioni di invalidità e sugli strumenti di tutela del posto di lavoro e di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro.

 

  • Esenzione ticket sanitario

    Esenzione ticket sanitario

    Il malato di cancro ha diritto all'esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore, per le eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.

     

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  • Invalidità civile e legge 104

    Invalidità civile e legge 104

    Il riconoscimento dell’invalidità civile è il prerequisito necessario per usufruire dei benefici che lo Stato riserva ai malati oncologici che si trovino in determinate condizioni economiche e di gravità della malattia.

     

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  • Prestazioni per gli invalidi civili

    Prestazioni assistenziali per gli invalidi civili

    Gli invalidi civili che hanno ottenuto il riconoscimento della invalidità hanno diritto alle prestazioni assistenziali erogate dall'INPS, che spettano a tutti indipendentemente dalla storia contributiva.

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  • Prestazioni per i lavoratori invalidi

    Prestazioni previdenziali per i lavoratori invalidi

    I lavoratori la cui capacità lavorativa è ridotta a causa invalidità o malattia, se hanno un'anzianità assicurativa e contributiva pari a 5 anni di assicurazione, hanno diritto alle prestazioni previdenziali erogate dall'INPS.

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  • Diritto al lavoro

    Diritto al lavoro

    L’accertamento da parte della commissione ASL di una certa percentuale di invalidità, dell’ handicap in situazione di gravità e della disabilità, dà diritto ad alcune importanti agevolazione sul posto di lavoro.


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  • Agevolazioni fiscali

    Agevolazioni fiscali

    I malati di tumore hanno diritto ad alcune agevolazioni fiscali in ambiti molto diversi tra loro che in genere dipendono dalla percentuale di invalidità riconosciuta. 



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In questa sezione potrai trovare, inoltre, una serie di informazioni sulle agevolazioni previste dal sistema socio-sanitario, tra cui:

Per approfondire, una buona lettura è "I diritti dei malati di cancro", un libretto della collana del Girasole edito dall'AIMAC.

Diritto al lavoro

Per il malato oncologico, alcuni benefici in ambito lavorativo si possono ottenere in seguito all’accertamento di una certa percentuale di invalidità civile, altri in seguito all’accertamento dello stato di handicap grave (Legge 104/1992) e altri ancora all’accertamento della disabilità (Legge 68/1999).

Collocamento obbligatorio

Vige l’obbligo per le imprese e gli enti pubblici ai sensi dell’art. 3 L. 68/99 di assumere un determinato numero (proporzionale alle dimensioni dell’impresa o ente) di persone con invalidità superiore al 46% e al 100%.

Per legge tale quota di riserva può comprendere anche i lavoratori diventati disabili dopo l’assunzione, purché la riduzione della capacità lavorativa sia pari o superiore al 60% (e non al 46% come in fase di assunzione).

Sede di lavoro

Nei concorsi pubblici, il candidato vincitore, ai sensi dell’art. 21 L. 104/92, con invalidità superiore al 67%, ha diritto di precedenza nella scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio tra quelle disponibili. Il diritto di precedenza vale anche nella scelta della sede in caso di trasferimento. Il lavoratore del settore pubblico o privato cui sia stato riconosciuto lo stato di handicap “grave” ha diritto di essere trasferito alla sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Analogo diritto è riconosciuto al familiare che lo assiste (art.33 L. 104/92).

Rapporto di lavoro

Il malato di cancro che vuole continuare a lavorare dopo la diagnosi e durante i trattamenti può usufruire di forme di flessibilità per conciliare i tempi di cura con il lavoro come ad esempio il tempo parziale (part-time) o il telelavoro, fino a quando il miglioramento delle condizioni di salute non gli consentirà di riprendere il normale orario di lavoro. Il lavoratore può richiedere il passaggio al tempo parziale dopo l’accertamento delle condizioni di salute da parte della Commissione Medica della Asl. I familiari del malato di tumore hanno la priorità rispetto agli altri lavoratori nel chiedere il passaggio dal tempo pieno al tempo parziale per prendersi cura del congiunto.

Il lavoratore disabile ha il diritto di essere assegnato a mansioni adeguate alla sua capacità lavorativa. In caso di aggravamento delle sue condizioni di salute con conseguente riduzione o modifica della capacità di lavoro, ha il diritto di essere assegnato a mansioni equivalenti o anche inferiori, purché compatibili con le sue condizioni, mantenendo in ogni caso il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Nel caso in cui si accerti che il lavoratore disabile non può essere assegnato a mansioni confacenti al suo stato di salute, il datore di lavoro può risolvere il rapporto di impiego.

Il lavoratore malato di cancro può chiedere di non essere assegnato a turni di notte. Per questo deve presentare al datore di lavoro un certificato attestante la sua inidoneità a tali mansioni, rilasciato dal medico o struttura sanitaria pubblica. Il lavoratore che abbia a proprio carico una persona disabile in stato di handicap grave ha diritto a non svolgere un lavoro notturno.

Indennità di malattia

Nel rapporto di lavoro privato l’indennità di malattia viene pagata a partire dal quarto giorno successivo all’inizio della malattia fino a un massimo di 180 giorni per ciascun anno solare. I primi tre giorni di assenza per malattia di norma sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno in poi il pagamento è a carico dell’INPS.

Nel pubblico impiego il dipendente assente per malattia conserva il posto per un periodo di diciotto mesi nel triennio. Nei casi particolarmente gravi, è consentito assentarsi per ulteriori diciotto mesi, ma senza retribuzione. Il trattamento economico riconosciuto nel periodo di assenza per malattia diminuisce nel tempo:

  • intera retribuzione dall’inizio della malattia fino al 9° mese compreso;
  • 90% della retribuzione dal 10° al 12° mese di assenza;
  • 50% della retribuzione dal 13° al 18° mese.

I Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) non contengono disposizioni omogenee in merito alle assenza per malattia e al periodo di comporto (arco di tempo stabilito dal CCNL durante il quale il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore malato) pertanto, è bene verificare che cosa prevede il proprio CCNL.

Assenze per malattia

Esistono diverse possibilità, previste sia dai vari CCNL che dalla legge, che offrono al malato e al suo familiare periodi di assenza retribuita o non. Di seguito un elenco:

Aspettativa non Retribuita: Il lavoratore può usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute e cura. Le modalità di concessione e durata dell’aspettativa variano in funzione del CCNL. L‘aspettativa deve essere richiesta prima del superamento del periodo di comporto al fine di evitare un possibile licenziamento.

Assenza per Terapia Salvavita: Alcuni CCNL del pubblico impiego e, in misura minore, del settore privato prevedono, per patologie oncologiche e per quelle gravi che richiedono terapia salvavita, che i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento in day hospital o di assenza per sottoporsi alle cure siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia normalmente e siano retribuiti interamente.

Permessi Lavorativi Legge 104: Ottenuto il riconoscimento dello stato di handicap in situazione di gravità (art.33 L. 104/92) sia i lavoratore con disabilità sia il familiare che lo assiste possono usufruire di permessi retribuiti con i seguenti limiti:

  • per il lavoratore con disabilità: a scelta 2 ore giornaliere o 3 giorni mensili;
  • per il familiare: 3 giorni mensili a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno.

Permessi Lavorativi per Eventi e Cause Particolari: Il lavoratore ha il diritto di usufruire di un permesso di 3 giorni lavorativi all’anno per decesso o per grave infermità del coniuge di un parente entro il secondo grado o del convivente.

Congedo per Cure agli Invalidi: il riconoscimento di un’invalidità superiore al 50% da diritto a 30 giorni all’anno, anche non continuativi, di congedo retribuito. I giorni di congedo per cure si sommano ai giorni di malattia previsti dal CCNL di categoria e, pertanto, non vanno computati ai fini del periodo di comporto.

Congedo Straordinario Biennale Retribuito: il lavoratore dipendente, coniuge convivente del malato portatore di handicap grave ha diritto a un periodo di congedo straordinario retribuito, Continuativo o frazionato, fino a un massimo di due anni (L. 2000, n. 53). Il congedo straordinario biennale retribuito è fruibile da un solo familiare lavoratore per ciascun malato portatore di handicap grave. Il trattamento economico comprende un'indennità pari alla retribuzione percepita nell'ultimo mese prima del congedo fino ad un massimo stabilito per legge e aggiornato dagli indici ISTAT. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa ma non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.

Pensionamento Anticipato: Al lavoratore a cui è stato riconosciuta un'invalidità superiore al 74%, ha diritto al beneficio di due mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido. Il beneficio è riconosciuto fino ad un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa utile ai fini della maturazione degli anni di servizio per il diritto alla pensione.

I contributi figurativi: sono contributi “fittizi” cioè non versati né dal datore di lavoro né dal lavoratore, che vengono accreditati dall’Inps sul conto assicurativo del lavoratore per periodi in cui si è verificata un’interruzione o un riduzione dell’attività lavorativa. La legge individua le ipotesi nelle quali i contributi figurativi, possono essere accreditati, d’ufficio o su domanda del lavoratore, senza alcun costo per l’assicurato.

 

 

 

Contrassegno di sosta e di libera circolazione

La domanda per il rilascio del contrassegno deve essere presentata al Comune di residenza compilando l’apposito modulo e allegando un certificato medico-legale che attesti la grave difficoltà motoria o, in alternativa, allegando il verbale di accertamento dello stato di invalidità e/o handicap della commissione medica dell’Asl in cui sia espressamente indicata l’esistenza dei requisiti sanitari necessari per il rilascio del contrassegno invalidi. Il contrassegno di libera circolazione e di sosta consente:

  • il libero transito nelle zone a traffico limitato e nelle zone pedonali ;
  • la sosta nei parcheggi riservati ai disabili (strisce gialle) o, in mancanza di questi, la sosta gratuita nei parcheggi a pagamento (strisce blu). Va segnalato che alcuni Comuni non riconoscono quest’ultima agevolazione.

 

Prestazioni previdenziali per i lavoratori invalidi

I lavoratori la cui capacità lavorativa è ridotta a causa invalidità o malattia, che siano:

  • dipendenti,
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri),
  • iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria

se hanno un'anzianità assicurativa e contributiva pari a 5 anni di assicurazione, dei quali almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la domanda di assegno ordinario di invalidità, hanno diritto alle seguenti prestazioni previdenziali erogate dall'INPS:

 Assegno ordinario di invalidità

I lavoratori dipendenti o autonomi, se hanno un'infermità fisica o mentale accertata dai medici dell'Inps (attenzione si tratta di accertamento diverso rispetto a quello dell’Invalidità civile) tale da provocare una riduzione permanente di due terzi della capacità di lavoro possono fare richiesta all’INPS dell’assegno ordinario di invalidità, che è una prestazione previdenziale riservata ai lavoratori iscritti all’INPS. La domanda di assegno ordinario di invalidità va presentata esclusivamente per via telematica o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dell’INPS.

L’assegno è compatibile con un’attività lavorativa, ha validità triennale e può essere rinnovato su domanda dell’interessato. Al compimento dell'età pensionabile l'assegno si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia, purché l'interessato abbia cessato l'attività di lavoro dipendente e possegga i requisiti contributivi previsti per la pensione di vecchiaia. Il periodo in cui l'invalido ha beneficiato dell'assegno e non ha contributi da lavoro, viene considerato utile per raggiungere il diritto alla pensione di vecchiaia.

L’importo viene determinato a cura dell’INPS sulla base dei contributi versati.

Per approfondire: www.inps.it

Pensione di inabilità

I lavoratori dipendenti o autonomi, se hanno un'infermità fisica o mentale accertata dai medici dell'Inps (attenzione si tratta di accertamento diverso rispetto a quello dell’Invalidità civile) tale da provocare assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa possono fare richiesta della pensione di inabilità INPS, che è una prestazione previdenziale riservata ai lavoratori iscritti all’INPS.

E' inoltre richiesta:

  • la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • la cancellazione dagli elenchi di categoria dei lavoratori;
  • la cancellazione dagli albi professionali;
  • la rinuncia ai trattamenti a carico dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione ed a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

La domanda di pensione di inabilità va presentata esclusivamente per via telematica o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dell’INPS. L’importo viene determinato a cura dell’INPS sulla base dei contributi versati. L’anzianità contributiva maturata può essere incrementata dal numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza della pensione e il compimento dei 60 anni di età.

Per approfondire: www.inps.it

Assegno per l'assistenza personale e continuativa

Gli assicurati INPS cui sia stata riconosciuta la pensione per inabilità totale possono fare richiesta all’INPS per l’assegno per l’assistenza personale e continuativa, a condizione che:

  • non siano in grado di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • non siano autosufficienti e richiedano assistenza continua per compiere le normali attività quotidiane (alimentazione, igiene personale, vestizione).

L’assegno di assistenza non è compatibile con il ricovero in istituti di cura o assistenza a carico della pubblica amministrazione, né con l’assegno mensile erogato dall’INAIL a titolo di assistenza personale continuativa. La domanda può essere presentata anche insieme a quella di pensione di inabilità. L’importo è pari a 545,02 euro mensili.

 

 

Contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche

La legge 13 del 1989 ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Hanno diritto a presentare le domande di contributo:

  • i disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio e in non vedenti;
  • coloro i quali abbiano a carico persone con disabilità permanente;
  • i condomini ove risiedono le suddette categorie di beneficiari;
  • i centri o istituti residenziali per i loro immobili destinata all’assistenza di persone con disabilità.

I disabili in possesso di una certificazione attestante un invalidità totale con difficoltà di deambulazione, hanno diritto di precedenza nell’assegnazione dei contributi.

Il contributo può essere concesso per opere da realizzare su:

  • parti comuni di un edificio;
  • immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile;
  • Il contributo può essere erogato per una singola opera o una serie di interventi volti a rimuovere più barriere.

La domanda deve essere presentata:

  • al sindaco del comune in cui è sito l’immobile;
  • in carta da bollo;
  • entro il 1° Marzo di ogni anno.

 

Prestazioni assistenziali per gli invalidi civili

Gli invalidi civile che hanno ottenuto il riconoscimento della invalidità dalla Commissione Medica della ASL e dell'INPS (vedi sopra) hanno diritto alle prestazioni assistenziali erogate dall'INPS, che spettano a tutti gli invalidi indipendentemente dalla loro eventuale storia di lavoro dipendente o autonomo:

Assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili

Gli invalidi civili che:

  • hanno un’età compresa tra 18 e 67 anni;
  • hanno un’invalidità compresa tra il 74% e il 99%;
  • non lavorano e hanno un reddito inferiore ad una soglia stabilita annualmente;

possono chiedere all’INPS l’assegno mensile, che è una prestazione assistenziale riservata agli invalidi civili che posseggono i requisiti. La domanda di assegno mensile va presentata esclusivamente per via telematica o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dell’INPS.

L’assegno è incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità. L’interessato può optare per il trattamento più favorevole. Al compimento dell’età pensionabile, in sostituzione dell’assegno mensile, viene corrisposto l’assegno sociale.

L’assegno mensile viene corrisposto per 13 mensilità.Per l’anno 2020 l’importo dell’assegno è di 286,81 euro. Esso spetta se non si superano limiti di reddito personale stabiliti annualmente (per l’anno 2020 pari a 4.926,35 euro). 

Per approfondire: www.inps.it

Pensione di invalidità

Gli invalidi civili che:

  • hanno un’età compresa tra 18 e 67 anni;
  • hanno un’inabilità lavorativa totale (100%);
  • hanno un reddito inferiore ad una soglia stabilita annualmente;

possono fare richiesta all’INPS della pensione di inabilità, che è una prestazione assistenziale riservata agli invalidi civili che posseggono i requisiti. La pensione è inoltre compatibile con l’eventuale attività lavorativa. La domanda di pensione di inabilità va presentata esclusivamente per via telematica o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dell’INPS.

La pensione viene corrisposta per 13 mensilità e per l’anno 2020 l’importo è pari a 286,81 euro  mensili. Essa spetta se non si superano limiti di reddito personale stabiliti annualmente (per l’anno 2020 il limite di reddito è pari a 16.982,49 euro euro);

Per approfondire: www.inps.it

Indennità di accompagnamento

Gli invalidi civili che:

  • hanno avuto il riconoscimento di una invalidità al 100%;
  • non possono deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, ovvero
  • necessitano di un’assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita

possono fare richiesta all’INPS della Indennità di accompagnamento. Nel caso di malati oncologici viene riconosciuta l’indennità di accompagnamento anche nel periodo della chemioterapia, oltre che nella fase di malattia avanzata.

La domanda deve essere presentata all’INPS per via telematica, con le stesse modalità usate per la richiesta di Invalidità civile. Il certificato medico deve riportare una delle seguenti indicazioni:

  •  “la persona è impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure
  •  “la persona non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita  senza assistenza continua”.

La procedura è la stessa prevista per il riconoscimento dell’invalidità civile. A partire dal 25 giugno 2014 ai minori titolari di indennità di accompagnamento, al compimento della maggiore età, viene automaticamente riconosciuta la pensione di inabilità riservata ai maggiorenni totalmente inabili. La prestazione, che si aggiunge all’indennità di accompagnamento già in godimento, spetta senza necessità di presentare domanda amministrativa e senza necessità di ulteriori accertamenti sanitari.

L’indennità è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa ed è concessa anche ai minorati che abbiano fatto domanda dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età. Non può percepire l'indennità di accompagnamento chi viene ricoverato gratuitamente per più di un mese (30 gg) in una struttura, anche per motivi riabilitativi; In tal caso è obbligatorio comunicarlo alla sede Inps di competenza che provvederà a sospendere il versamento per il periodo di ricovero.

L’indennità viene corrisposta per 12 mensilità e per l’anno 2020 l’importo è pari a 520,29 euro mensili. L’indennità è indipendente dal reddito.

Per approfondire: www.inps.it

 

 

Fornitura gratuita di ausili sanitari

Il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente ausili, ortesi e protesi alle persone con invalidità superiore al 33%.

Questo tipo di assistenza mette a disposizione del cittadino quattro tipologie di dispositivi:

  • gli ausili: si tratta di strumenti, utensili o apparecchiature che permettono alla persona disabile di compiere un atto che non potrebbe fare in condizioni normali (ad esempio carrozzina)
  • e protesi: sono quelle apparecchiature che sostituiscono parti mancanti del corpo
  • le ortesi: sono apparecchiature che migliorano la funzionalità di una parte del corpo compromessa (ad esempio scarpe ortopediche)
  • i presìdi: sono oggetti che aiutano a prevenire o curare determinate patologie (ad esempio catetere per l'incontinenza, ausili per assorbimento urina).

Il Servizio sanitario nazionale ha individuato in un elenco, chiamato Nomenclatore tariffario, i dispositivi indispensabili che possono essere forniti gratuitamente alle persone che ne hanno necessità. L'Azienda sanitaria locale, su richiesta del medico,  fornisce gratuitamente e direttamente ausili, protesi e ortesi.

La Asl su prescrizione del medico può comunque fornire anche altri dispositivi che non sono compresi in questi elenchi.

Agevolazioni fiscali

La legge riconosce al malato di cancro specifiche agevolazioni fiscali, tra le quali:

la detrazione in misura del 19% per le spese mediche  e per i sussidi tecnici e informatici (fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa) rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap (riconosciuti tali ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992).

Inoltre, è prevista la deduzione dei contributi previdenziali versati per colf/badanti. Nella maggior parte dei casi, può usufruire delle agevolazioni fiscali il malato, ma, in alternativa, anche il familiare cui sia fiscalmente a carico.

L’aliquota IVA agevolata per i sussidi tecnici e informatici: oltre alla detrazione Irpef del 19%, si applica l’aliquota Iva agevolata al 4% (anziché quella ordinaria del 22%) per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge n. 104 del 1992.

Deve trattarsi, comunque, di sussidi da utilizzare a beneficio di persone limitate da menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio sia per facilitare: la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente, l’accesso all’informazione e alla cultura che assistere la riabilitazione.

Le agevolazioni previste per l’acquisto di veicoli sono:

  • Detraibilità dell’Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto, va calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro. La detrazione spetta per un solo veicolo ogni quattro anni;
  • Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
  • Esenzione dall’imposta di trascrizione sul passaggio di proprietà.

L’esenzione dal pagamento del bollo spetta sia quando l’auto è intestata al disabile, sia quando è intestata al familiare del quale il disabile risulta a carico. L’esenzione spetta per un solo veicolo ed è necessario che il veicolo abbia un unico intestatario. Ne hanno diritto:

  • disabili con handicap psichico e mentale (L.104/92, art .3, comma 3);
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazione (L.104/92, art .3, comma 3);
  • non vedenti e sordomuti;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie (L.104/92, art .3, comma 1).

Per approfondire: www.agenziaentrate.gov.it

 

Esenzione ticket sanitario

Il malato di cancro ha diritto all'esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore, per le eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti (D. M. Sanità 329/1999).

Domanda: La domanda di esenzione dal ticket deve essere presentata alla propria Azienda Sanitaria Locale (ASL), allegando i seguenti documenti:

  • tessera sanitaria
  • codice fiscale
  • documentazione medica, specialistica o ospedaliera, che attesti la malattia.

Tessera di esenzione: Dopo aver valutato la documentazione, la ASL vi rilascerà la tessera di esenzione, documento personale, recante il codice 048 identificativo delle patologie tumorali.

Benefici: dietro presentazione della tessera di esenzione avrete diritto ad usufruire gratuitamente, presso strutture pubbliche o convenzionate, delle cure mediche e sanitarie collegate con la patologia tumorale da cui siete affetti. L'esenzione ovviamente è valida anche per i farmaci.

Il riconoscimento di un'invalidità civile del 100% dà diritto all'esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci e visite per qualsiasi patologia. Si identifica con il codice C01 e dà diritto a ricevere gratuitamente le prestazioni mediche e sanitarie (presso strutture pubbliche o convenzionate) e i farmaci per qualsiasi patologia.

 

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