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Alcool e vino rosso: meglio evitare

vino rosso

Le bevande alcoliche fanno parte del nostro costume alimentare e svolgono un ruolo importante da tempi immemorabili, sia dal punto di vista alimentare, che rituale e religioso.

Negli anni, anche nella comunità scientifica si è diffusa la convinzione che un consumo moderato di alcool avesse un effetto protettivo sulla salute, in particolare il vino rosso, confermando così la tradizione mediterranea che un bicchiere di vino a pasto fa bene.

Tuttavia, negli ultimi anni sono state pubblicate ricerche che hanno mostrato che il consumo regolare di alcool, anche moderato, aumenta il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro: cavo orale, laringe, esofago, colon-retto, fegato, pancreas e seno. In particolare il rischio di cancro al seno aumenta del 5% a fronte di un consumo giornaliero di 10 gr di etanolo, che corrisponde a mezzo bicchiere di vino.

Di conseguenza l'alcool è classificato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) come cancerogeno di gruppo 1, a causa delle molecole tossiche  prodotte dal suo metabolismo. Dopo essere stato assorbito, infatti, l'alcol viene ossidato in acetaldeide, una molecola altamente tossica che può causare enormi danni al materiale genetico delle cellule.

La quantità di acetaldeide tossica può aumentare anche del 700% nelle persone che fumano, a causa della forte sinergia che esiste tra il consumo di alcol e il fumo nel provocare tumori del tratto digestivo superiore (bocca, laringe ed esofago). Ad esempio, i forti bevitori (sei o più bicchieri di alcol al giorno) che fumano più di un pacchetto di sigarette al giorno hanno un rischio 40 volte maggiore di cancro orale rispetto a quelli che bevono moderatamente e non fumano.

Alcuni studi recenti hanno mostrato che l'acetaldeide provoca danni preferenziamente al DNA delle cellule staminali (che possono differenziarsi in una moltitudine di cellule diverse, da cui l'effetto carcinogeno della molecola). La prima linea di difesa dell'organismo è un enzima denominato ALDH che trasforma l'acetaldeide in acetato, una molecola innocua che le cellule possono utilizzare come fonte di energia. Tuttavia, si calcola che mezzo miliardo di persone al mondo mancano di questo enzima e che la sua assenza moltiplica per 4 il danno provocato dall'acetaldeide.

Questi risultati dovrebbero ricordarci che l'alcol non è una sostanza inoffensiva e che dovrebbe essere assunto solo con moderazione. Anche se la maggior parte di noi possiede enzimi di disintossicazione funzionali, l'attività di questi meccanismi non è perfetta e non elimina completamente gli effetti dannosi dell'alcol. Inoltre, alcuni superalcolici contengono grandi quantità di acetaldeide formata durante la loro produzione e quindi espongono le cellule ad alti livelli di questa tossina.

Per quanto concerne il vino rosso, studi su ampie popolazioni hanno dimostrato che esso provoca meno danni, non solo perché questa bevanda contiene la metà di acetaldeide rispetto ad altre fonti di alcol, ma anche perché contiene quantità importanti di polifenoli (ad esempio il resveratrolo) che hanno effetti positivi sulla salute umana, in particolare in termini di protezione contro le malattie cardiovascolari.

Quindi, se proprio non vogliamo rinunciare all'alcool, limitiamoci ad un consumo moderato (uno/due bicchieri al massimo) e preferiamo il vino rosso così da sfruttare i benefici dell'alcool nel ridurre il rischio di malattie cardiache, minimizzando gli effetti negativi sul rischio di cancro.

 

È importante ricordare che le informazioni che presentiamo sono offerte per un  orientamento generale e  in nessun caso possono sostituire una consulenza medica specialistica. Se hai domande sui sintomi, la diagnostica o i trattamenti dei tumori del cervello ti preghiamo di contattare il tuo medico.

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