Disponibile da oggi in lingua italiana lo strumento che rende il malato di tumore protagonista della valutazione della tossicità dei farmaci oncologici negli studi clinici. 

Roma, 4 luglio 2017 – Ci sono voluti oltre due anni, ma da oggi, sul sito web del prestigioso National Cancer Institute è disponibile la versione Italiana dei PRO-CTCAE (Patient Reported Outcomes - Common Terminology Criteria for Adverse Event).  Ma cosa è e soprattutto a cosa serve il PRO-CTCAE? Si tratta di un questionario utilizzato nelle ricerche cliniche negli USA ed in altri paesi e che consente realmente di mettere il paziente “al centro” poiché il malato di tumore, mediante la compilazione del PRO-CTCAE, segnala in autonomia e in maniera dettagliata gli effetti collaterali delle terapie anti-tumorali. Ci son voluti due anni, perché tradurre uno strumento del genere non basta. Bisogna verificare la adattabilità al contesto culturale e di linguaggio, assicurarsi mediante interviste cognitive con i pazienti che i termini usati vengano compresi e significhino per tutti la stessa cosa; e tutto questo va fatto tenendo conto di tanti fattori: genere, età, grado di cultura.  Insomma, una cosa non facile ma che è stata resa possibile grazie a una alleanza tra pazienti e ricercatori; alleanza che ha portato alla costituzione, nel 2014, dell’Italian PRO-CTCAE Study Group formato da: FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico), Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli Pascale, Fondazione Smith Kline, ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (Caterina Caminiti), dell’Università Statale di Milano (Silvia Riva), dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova (Lucia Del Mastro) e dell’Università di Torino (Silvia Novello) per l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), dell’Ospedale di Cremona (Rodolfo Passalacqua) per il GOIRC (Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica) e dell’IRCCS SanMatteo di Pavia (Camillo Porta). La versione Italiana dei PRO-CTCAE si aggiunge a quelle in lingua inglese, giapponese, spagnola, tedesca, danese e koreana mentre sono ancora in via di sviluppo le versioni in lingua cinese, ceca, olandese-fiamminga, francese, greca, ungherese, polacca, portoghese, russa e svedese.

La definizione della metodologia di validazione e l’analisi statistica dei dati è stata effettuata da Caterina Caminiti. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di oltre 200 pazienti in 15 centri oncologici Italiani, che hanno partecipato alle fasi di verifica della comprensione e validazione dello strumento da oggi disponibile, che ha richiesto la realizzazione di oltre 100 interviste dei pazienti a cura di Silvia Riva (Milano). “Abbiamo reso un servizio all’oncologia medica Italiana, dal momento che i PRO-CTCAE sono e saranno sempre più spesso usati negli studi clinici nazionali ed internazionali sui nuovi farmaci e la mancanza di una traduzione validata avrebbe di fatto escluso i centri Italiani dal contesto della ricerca più avanzata nei prossimi anni”, spiega Francesco Perrone dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. “Inoltre – aggiunge – speriamo di superare la tendenza alla sottostima da parte dei medici delle tossicità con maggiore componente soggettiva. Non per negligenza, ma per le dinamiche tipicamente  insite nella relazione tra paziente e medico, che solo uno strumento apposito può superare”. “E soprattutto abbiamo uno strumento che migliora il rispetto per la persona malata poiché gli consente di essere al centro del processo valutativo dei nuovi farmaci, riportando in maniera diretta quanto gli effetti collaterali delle terapie oncologiche possono pesare sulla vita di tutti i giorni a livello relazionale, psico-fisico e in tutti i versanti dell’esistenza”, afferma l’Avv. Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO. “Grazie alla rilevazione effettuata mediante il  PRO-CTCAE, la rilevanza e la tollerabilità degli effetti collaterali di chemioterapia ed altre terapie oncologiche non saranno segnalati indirettamente dal curante ma direttamente dalla persona che li vive sulla propria pelle. Potrebbe accadere, infatti, che effetti come nausea o difficoltà di concentrazione possano essere avvertiti dal singolo paziente come fortemente invalidanti e pregiudizievoli per la propria qualità di vita  – conclude Iannelli - mentre per il curante gli stessi effetti potrebbero essere ritenuti meno rilevanti o gravi dal punto di vista strettamente clinico. E' importante che ora il PRO-CTCAE venga utilizzato in tutte le sperimentazioni cliniche in ambito oncologico come strumento standard e ci auguriamo che le agenzie regolatorie e l'intera comunità scientifica ci aiutino a realizzare questo obiettivo”.

Nei prossimi mesi, grazie alla collaborazione tra l’Italian PRO-CTCAE Study Group e la FICOG (Federazione dei Gruppi Oncologici Cooperativi Italiani) vedrà la luce un ampio studio che consentirà di validare ulteriormente lo strumento Italiano nelle diverse forme di tumore e con le diverse classi di farmaci antitumorali.

Segreteria FAVO
Via Barberini, 11 
Tel. 06 42012079 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scarica il comunicato stampa (formato PDF).

 

NCI website ITA pro ctcae

 

 

Pubblicato su Lancet Oncology lavoro coordinato da Andrea Pace

NUOVE LINEE GUIDA PER LE CURE PALLIATIVE IN ADULTI CON GLIOMA DELL’ EUROPEAN ASSOCIATION FOR NEURO-ONCOLOGY (EANO)

Roma, 12 giugno 2017  – I gliomi rappresentano una grossa percentuale dei tumori cerebrali primitivi, con un incidenza di circa 5-6 casi per 100.000 persone adulte per anno. Il ruolo delle cure palliative per tale patologia ha un crescente ruolo strategico. Alla luce di ciò l’Associazione europea di Neuro-Oncologia (EANO) ha promosso una task force con l’obiettivo di definire le attuali conoscenze scientifiche nell’ambito delle cure palliative e di supporto in neuro-oncologia e di produrre linee guida e raccomandazioni per il trattamento. I risultati e le raccomandazioni dell’ampio lavoro sono state appena pubblicate su Lancet Oncology di giugno. La task force europea è stata coordinata da Andrea Pace, responsabile della neuro-oncologia dell’Istituto nazionale Tumori Regina Elena e socio fondatore dell'Associazione IRENE.

I tumori cerebrali rappresentano una patologia particolarmente complessa sia per la gravità dei sintomi neurologici che per il carico assistenziale che grava sulla famiglia. La bassa incidenza di questa patologia ha infatti reso difficile finora la definizione di linee guida basate su evidenze scientifiche e di conseguenza, spesso, nella pratica clinica molti malati non ricevono adeguate cure di supporto e palliative. Il network europeo ha esaminato 223 articoli eleggibili su 6160 presenti in letteratura. Partendo dall’ampia revisione della letteratura scientifica sui temi principali delle cure palliative neuro-oncologiche, ha poi integrato i dati disponibili con l’opinione di esperti su aspetti di particolare rilevanza.  Sono stati presi in considerazione temi come  cefalea, epilessia,  trombosi venose profonde,  disturbi dell’umore e del comportamento, la fatigue, la riabilitazione motoria e cognitiva, solo per citarne alcuni. Inoltre sono stati approfonditi aspetti quali i bisogni psicosociali dei pazienti e dei loro familiari, la gestione dei sintomi nelle fasi avanzate di malattia e le problematiche legate alla fase di fine vita.
Il gruppo di lavoro è composto da ricercatori di vari paesi europei con larga esperienza nel campo delle cure palliative e riunisce diverse professionalità tra cui neurologi, oncologi, psichiatri, palliativisti, infermieri e rappresentanti di associazioni di pazienti con tumore cerebrale

“Recenti studi dimostrano – sottolinea Andrea Pace responsabile della neuro-oncologia dell’Istituto nazionale Tumori Regina Elena (IRE) e coordinatore dello studio -  che l’introduzione precoce nel percorso di malattia di un approccio palliativo consente di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di evitare trattamenti futili o inappropriati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stessa definisce le cure palliative come un approccio mirato a migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie attraverso la prevenzione e il controllo ottimale dei sintomi sia fisici che psicosociali.”

L’obiettivo ora è disegnare ulteriori studi clinici e  diffondere la cultura delle cure palliative presso la comunità neuro-oncologica con il sostegno di reti di ricerca, facilitate da Società Scientifiche  Internazionali quali l’EANO.

 European Association for Neuro-Oncology (EANO) guidelines for palliative care in adults with glioma. Volume 18, No. 6, e330–e340, June 2017

Andrea Pace, MD, Linda Dirven, PhD, Johan A F Koekkoek, MD, Heidrun Golla, MD, Jane Fleming, MD, Roberta Rudà, MD, Christine Marosi, MD, Emilie Le Rhun, MD, Robin Grant, MD, Kathy Oliver, BA, Ingela Oberg, MSc, Helen J Bulbeck, PhD,Alasdair G Rooney, MD, Prof Roger Henriksson, MD, H Roeline W Pasman, PhD, Prof Stefan Oberndorfer, MD, ProfMichael Weller, MD,  Prof Martin J B Taphoorn

Dalla mia finestra è la raccolta di 100 brevi racconti di ispirazione autobiografica, scritti dalla nostra amica e socia Valeria Farina per l’omonima rubrica dell’edizione on line di Shaker, Pensieri senza dimora. Primo giornale di strada scritto interamente da persone senza dimora, Shaker è nato dal laboratorio di scrittura creativa del Centro Polivalente per persone senza dimora Binario 95. 

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