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IBTA News Aprile 2019

Notizie da segnalare:

Uno studio pubblicato su The Lancet Oncology ha mostrato che il software di intelligenza artificiale (AI) è in grado di fornire screening massivi dei test di risonanza magnetica per i gliomi. Il software di rete neurale artificiale ha imparato a riconoscere e localizzare i tumori cerebrali sulle scansioni MRI oltre a misurare le dimensioni del tumore. Questo metodo ha migliorato l'affidabilità della valutazione della risposta al trattamento del 36%. (Leggi tutto)

Uno studio clinico di fase 1B in cui 33 pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi (GBM) sono stati trattati con un nuovo vaccino contro il cancro, IGV-001, ha prodotto risultati promettenti, migliorando la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza totale rispetto a un gruppo di confronto storico di 35 pazienti che ricevevano cure standard presso lo stesso istituto. I risultati dello studio hanno indicato che l'IGV-001 era ben tollerato senza effetti collaterali correlati al vaccino. Il vaccino viene creato utilizzando le cellule tumorali del paziente stesso che vengono campionate durante la rimozione chirurgica del tumore cerebrale primario. Uno studio di fase 2, per confermare questi primi risultati, è previsto per la fine del 2019. (Leggi tutto)

Uno studio di fase 2 in corso, esaminerà la sicurezza e la dose massima tollerata (MTD) di VAL-083, un nuovo farmaco che agisce sul DNA, combinato con la radioterapia standard di cura. Lo studio prevede di arruolare 30 nuovi pazienti con GBM diagnosticati con il gene MGMT non metilato. (Leggi tutto)

In uno studio pubblicato su Cancer Cell, gli scienziati del German Cancer Research Center (DKFZ) hanno scoperto che solo tre specifiche alterazioni genetiche (guadagno di cromosoma 7, perdita di cromosoma 9p e 10) sembrano guidare lo sviluppo precoce dei tumori di glioblastoma. Tutti i tumori testati avevano almeno uno di questi tre fattori genetici e l'analisi dei dati suggerisce che i tumori si sviluppano anche per sette anni prima che vengano rilevati e diagnosticati. Al contrario, i tumori che recidivano dopo la terapia non condividono alterazioni genetiche tipicamente corrispondenti. (Leggi tutto)

In un articolo pubblicato su Science Advances, viene presentato un nuovo modo per misurare la funzione neuronale utilizzando una tecnologia in grado di rilevare i cambiamenti nel cervello fino a 60 volte più veloce della risonanza magnetica. L'elastografia a risonanza magnetica (MRE) crea mappe di rigidità del tessuto utilizzando uno scanner MRI. I risultati indicano che MRE può mostrare le risposte del cervello che si svolgono ad alta velocità e può avere implicazioni per la diagnosi e la comprensione di condizioni, come i tumori cerebrali, in cui l'attività neuronale può essere influenzata. (Leggi tutto)

IRENE News

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